Che cosa è l’oniroterapia?

L’oniroterapia è una tecnica terapeutica di derivazione psicoanalitica che si fonda principalmente sul vissuto immaginativo della persona e sulle immagini mentali che è in grado di creare spontaneamente in uno stato di rilassamento profondo. Che cosa si intende per immagine mentale? L’immagine mentale altro non è che un processo del pensiero, una rappresentazione interna che può essere visiva, uditiva o cinestetica. Il contenuto dell’oniroterapia è formato quindi dalle immagini mentali che il paziente crea e queste vengono interpretate con l’aiuto del terapeuta attraverso la teoria analitica classica. La persona non solo immagina, ma verbalizza e racconta ciò che mentalmente si sta rappresentando, dando quindi voce a sentimenti, affettività, immagini e ai dinamismi inconsci che le collegano una all’altra. Se per la psicoanalisi tradizionale la via regia per l’accesso all’inconscio è l’interpretazione dei sogni, con l’oniroterapia si raggiunge di fatto lo stesso risultato, ma attraverso una via più breve e meno sofferta. Infatti le immagini mentali diventano l’espressione dei propri fantasmi inconsci ed agiscono allo stesso modo dei sogni notturni, con la differenza che, durante le sedute di oniroterapia, il paziente è cosciente e non dorme! Per questi aspetti l’oniroterapia entra di diritto nelle forme di terapia a breve termine.

Tutti i più moderni metodi psicoterapici basati sulle immagini mentali derivano dalla tecnica della rêve-éveillé-dirigé creata francese Robert Desoille (1860-1966). Con il termine rêve-éveillé si intende “sogno da sveglio”, si tratta quindi di uno stato semionirico di sogno ad occhi aperti che avviene in una condizione di massima distensione, volta a garantire la vividezza delle immagini e degli stati affettivi che ne emergono. In questo stato onirico il paziente non è mai solo, infatti è accompagnato dal terapeuta che lo guida (dirigé) e lo direziona avendo egli la possibilità di intervenire, senza mai stravolgere, nel sogno lucido che sta vivendo il paziente, partecipando così alla sua attività immaginativa.

Le teorie e i principi elaborati da Desoille sono stato poi stati ripresi in Italia, nella seconda metà del secolo scorso, dal professor Luigi Peresson, il quale ha fatto della visualizzazione la colonna portante su cui si struttura la tecnica da lui stesso ribattezzata oniroterapia.

In cosa consiste l’Oniroterapia? Come si svolge una seduta di Oniroterapia?

L’Oniroterapia è un percorso che si svolge in sinergia fra paziente e terapeuta e si costituisce in fasi contigue tra loro. Il primo step per l’avvio di una seduta di oniroterapia è il rilassamento. Parlare di rilassamento in oniroterapia significa affrontare il problema della coscienza. Infatti si tratta di raggiungere, da parte del soggetto, uno stato di dormiveglia, essenziale al fine di avviare la produzione immaginativa. Per raggiungere tale stato è fondamentale che il paziente sia in grado di padroneggiare tecniche di rilassamento, fra le quali la più consigliata a tale scopo è il Training Autogeno. Una persona in grado di sperimentare con facilità stati di profonda distensione psicofisica potrà essere altresì capace di dare vita ad una florida produzione onirica in uno stato di coscienza.

Nel momento in cui la persona è quindi indotta in uno stato di calma profonda si potrà iniziare la seconda fase dell’oniroterapia ossia quella della visualizzazione. In un primo momento il terapeuta chiede al paziente di visualizzare semplici oggetti (come ad esempio una spada o un vaso) dopodiché, nel corso delle sedute, proporrà al paziente di immaginare scene e temi sempre più ricchi e precisi (ad esempio immaginare di salire su un monte, discendere negli abissi, lottare con un drago ecc…).

E quando, su indicazione del terapeuta, la fantasia immaginativa del paziente inizia ad elaborare immagini ha inizio la fase della verbalizzazione. Viene cioè chiesto alla persona, sempre immersa nel suo stato di profondo rilassamento, di dare voce a ciò che sta visualizzando nel suo immaginario.

La seduta di oniroterapia può concludersi in due modi: sponteneamente o su intervento del terapeuta. Nel primo caso il paziente chiude naturalmente la propria scena mentale che sta immaginando, nel secondo caso è il terapeuta che si inserisce nel racconto del paziente fornendo le indicazioni su come dolcemente concludere quanto fantasticato. In entrambi i casi segue poi una fase di ripresa, al fine di riportare il paziente in un normale stato psicofisiologico. Viene quindi chiesto al paziente, una volta tornato a casa, di trascrivere i contenuti di ciò che ha prodotto in seduta e i propri vissuti, tutto ciò è meglio che avvenga entro le successive 24 ore, al fine di non disperdere dalla memoria il ricordo di quanto si è immaginato.

Negli incontri seguenti ha inizio il vero e proprio momento dell’interpretazione dei contenuti immaginati. L’interpretazione non sarà mai calata dall’alto dal terapeuta come un mantra o come oracoli svelati, bensì la costruzione dell’interpretazione avverrà “faccia a faccia” tra paziente e terapeuta in maniera co-costruita. Interpretare è un’opera a quattro mani mediante la quale si dà la possibilità al paziente di implementare ed accrescere il proprio lavoro immaginativo, in modo da trovare, congiuntamente, la strada per conoscere ciò che nasconde la scena immaginata in seduta di oniroterapia.

 


FONTI

Peresson L. (1982). L’immagine mentale in psicoterapia. Città Nuova, Padova.

Marco Masi

Marco Masi

Sono Marco Masi Mi sono laureato in Psicologia Clinica all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna presso la Facoltà di Psicologia della sede di Cesena (FC). Come PSICOLOGO CLINICO mi rivolgo alla prevenzione delle situazioni di disagio e alla promozione del benessere psicologico e sociale, in particolare all’identificazione e al trattamento delle problematiche affettive, relazionali e comportamentali che si presentano in situazioni di disagio emotivo.

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